12 aprile 2013

Come un continuo crescendo

Ebbene si, è passato un anno e anche più ma alla fine ce l'abbiamo fatta Bimba col pugno chiuso è diventata una realtà! E questo grazie a Luca Mandrile, Claudio Di Mambro e Umberto Migliaccio i tre Todomodo ma anche grazie a Salvo Santonocito e Adriano Mestichella che hanno curato le animazioni. E' una delle poche volte che mi son trovato a lavorare in gruppo e mi son trovato benissimo. Come quando da un lavoro nasce anche un'amicizia. Impagabile! Un grazie immenso anche a chi ha curato le musiche Amy Denio, Roberto Fega, Ludovica Valori, Roberta Montisci, Paolo Camerini e Bianca Giovannini.

Il 13 di Aprile ci sarà l'anteprima a Roma al Nuovo Cinema Aquila e allora si sapremo se il nostro lavoro sarà apprezzato dal gentile pubblico.


Altre proiezioni seguiranno e appena possibile metteremo un calendario qui.

Lungo il corso di quest'anno ne sono successe di cose. Intanto sono diventato babbo (in tutti i sensi) di un bellissimo bimbo di nome Pietro. Spesso si addormenta col pugno chiuso. Chissà, avrà già capito cosa l'aspetta e intanto si prepara.


Quando lo abbiamo portato alla festa dei 101 anni di Giovanna ha fatto il pazzo. Sorrideva a tutti e urlava di gioia. Qualcuno ci ha detto che non aveva mai visto un bimbo così piccolo fare tanto casino. Nemmeno noi l'avevamo mai visto così. E' stato uno spasso ed io e la mamma ne siamo orgogliosi.


E' strano trovarsi babbo, decisamente strano. Come se fosse giunta da chissà quale via un'occasione per crescere ancora. Meglio. Come un continuo crescendo.

15 dicembre 2011

Bimba col pugno chiuso




E' iniziata la campagna di finanziamento dal basso per sostenere la realizzazione del nuovo documentario di TodoModo BIMBA COL PUGNO CHIUSO documentario su Giovanna Marturano 
al quale ho partecipato con i miei disegnetti animati
qui un primo assaggio




la campagna durerà fino al 01 marzo 2012.

Come fare è molto semplice:
vai su Produzioni dal basso http://www.produzionidalbasso.com/pdb_801.html
leggi il progetto, vedi il promo, commenta se vuoi e prenota la tua quota (10€ minimo).

In questo modo renderai possibile la realizzazione di questo documentario, verrai inserito nei titoli di coda del documentario e entro maggio 2012 riceverai il DVD di cui sarai co-produttore.

Per seguire la lavorazione del documentario:
http://www.facebook.com/Todomodoproduzioni
http://todomodofilms.wordpress.com/

27 luglio 2011

Chi ha paura dell'Uomo Nero?


Tempo fa, ormai più di due anni fa, mi contatta una associazione chiedendomi se mi interessa partecipare ad un loro progetto rivolto alle scuole primarie sul tema dell’immigrazione.
Il progetto nelle loro intenzioni era di produrre un libro a fumetti di cento e passa pagine che parlasse dell’immigrazione “ma di quella buona, perché mica tutti delinquono” dice la voce nella cornetta del telefono. Ok, rispondo, ma datemi un giorno due per riflettere sulla proposta. Rifletto e penso che gettarmi sulla produzione di un libro a fumetti di cento e passa pagine è impresa lunga e faticosa, specie per chi legge e specie quando il lettore è delle scuole primarie. E allora che fare? Perché non portare nelle classi direttamente quella cultura che si vuole esclusa a priori dalle leggi vigenti? Perché non portare nelle classi direttamente la voce e la musica di quella cultura? Ma come fare per avere una partecipazione attiva da parte dei bambini e non cadere nella retorica del tipo io racconto e tu ascolti? Bene, l’idea era arrivata. Mi metto sotto e stilo un progetto completamente diverso.
Intanto strutturare il tutto come un corso, un corso diviso in due parti. Nella prima parte si parlerà della cultura africana, e nello specifico della cultura mandinga, con l’aiuto di due griot entreremo nel mondo fatto di storie magiche, di proverbi strani e di strumenti musicali ancora più strani. Nella seconda parte i bambini verranno introdotti nel fantastico mondo del fumetto e con le tecniche acquisite illustreranno le storie che hanno ascoltato. Per un totale di 12 incontri (6+6). L’intro del progetto chiudeva così: “Il corso mira a suscitare la conoscenza e l’interesse per le culture altre e contemporaneamente ad avvicinare i bambini ad una tecnica specifica di narrazione a loro più vicina come quella del linguaggio del fumetto.” Titolo del corso: ‘Chi ha paura dell’Uomo Nero’. Soddisfatto mando per mail il progetto.

Il tempo passa, la Provincia accetta la proposta e dopo poco più di un anno la stessa voce dietro alla cornetta del telefono mi comunica che a febbraio 2011 si parte. Bene, rispondo e deglutendo penso al da farsi.
Chiamo Sekou e Madya gli espongo la cosa e gli dico se nel frattempo ci vediamo per parlare di quest’idea. Tra grandi bevute di the e in un crescendo di idee ci ritroviamo pronti.


Primo giorno, presentazione con i bambini. Dopo le presentazioni di rito e

09 novembre 2010

SI TORNA QUI

"Secondo il motore di ricerca Technorati, su internet esistono più di cento milioni di blog. Questo farebbe pensare che l’autoespressione stia andando forte in tutto il mondo. Invece no: il 94 per cento dei blog non viene aggiornato da almeno quattro mesi. In sintonia con gli indicatori astrali del momento, Scorpione, mi aspetto che tu faccia qualcosa per risolvere questo problema. La prossima settimana aggiorna il tuo blog. Se non ce l’hai ancora, considera la possibilità di aprirne uno. Ma non fermarti lì. Usa tutti i metodi che riesci a immaginare per dimostrare al mondo chi sei. Esprimiti con chiarezza e rivela tutto quello che puoi."

Così esordisce l'oroscopo di Internazionale di questa settimana e messo così non posso certo esimermi. E allora si torna.
E' passato poco più di un anno da che non tornavo qui e non credo che la mia assenza si sia fatta sentire.
Nel frattempo molte le cose successe e molte le cose fatte. Ma almeno un paio stanno accadendo adesso e allora colgo l'occasione per segnalarle anche da qui.
Giovedì 11 novembre per la serata di BE POP, la serata di Radio Popolare Roma al Brancaleone, ben due occasioni per incontrare il fumetto da vicino.

16 ottobre 2009

In Marcia

Ecco il tempo sembra tenere, la voglia di vedere che non si è soli è tanta e io vado.
Questo è il mio contributo oltre alla copertina di Carta di questa settimana.
Ci si vede tutti sabato allor...



SABATO 17 OTTOBRE 2009
MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA
PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 14.30

No al razzismo
Per la regolarizzazione generalizzata per tutti
Ritiro del pacchetto sicurezza
Accoglienza per tutti
No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
Per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
Diritto di asilo per i rifugiati e profughi
Per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CEI)
No alle divisioni tra italiani e stranieri
Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
Contro ogni forma di discriminazione nei confronti di LGBT
Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per la difesa del lavoro

15 luglio 2009

Seun Anikulapo Kuti a Roma

Ebbene si, il concerto c'è stato e ci siamo andati con tutta la famiglia allargata di TP Africa. Il concerto è stato all'altezza delle aspettative. Una macchina musicale di 15 elementi per la quale era impossibile rimanere fermi. Entusiasmo e voglia di comunicare giocando credo che bastino per rendere grande la serata. Altro è difficile da sintetizzare. Dispiace solo per chi non c'era. L'entusiasmo e la voglia di sorridere si è trasportata anche dietro le quinte dopo il concerto e le pacche sulle spalle si sono sprecate. Di seguito un po' di immaginette della serata tanto per rendere l'idea.






In ultimo le due tavole che trovate sul Mucchio di questo mese, il mio bigliettone da visita per Seun.



25 giugno 2009

Seun Kuti, Il Mucchio Selvaggio e altre cose che fuggono...

Capita, e succede spesso, che per un motivo qualsiasi molte cose, many things, rimangano fuori dal nostro orizzonte visivo. Come se non esistessero nemmeno. Eppure ci sono.
E' tanto che non passo da queste parti. Senza un motivo particolare se non la mia incapacità a gestire il tempo, i rapporti e altre cose che fuggono... Eppure ci sono.



Capita, e anche questo succede spesso, che a volte per un lavoro dei disegnetti rimangano fuori, non vengono usati. Eppure ci sono. Anzi ti chiamano e reclamano la loro parte.



E' il caso di due tavole fatte per il Mucchio Selvaggio per il numero in uscita ora di luglio/agosto. Un omaggio a Seun Kuti e alla sua musica.
Dal momento che, se volete vedere le due tavole su Seun, dovete prendervi il Mucchio Selvaggio e male non vi fa, pubblico qui i disegnetti che erano fuggiti.





Molte cose mi confondono e mi chiamano tirandomi per il braccio. E' sempre stato così, tanto che mi reputo e mi spaccio come inaffidabile. E' meglio così. Al limite mi riservo la possibilità di sorprendere. In ogni caso, bene o male che sia. Non ho eredi e non mi piacciono le aspettative. Quindi continuo. Al prossimo post. State bene.

13 marzo 2009

Appunti distratti da Bamako #3



Tu stai camminando in strada e magari ad un certo punto senti un tzk! tzk!, quel rumore che fa la lingua quando spinge sui denti con la bocca socchiusa, ti stanno chiamando. E’ come un ehi sottovoce. Devi stare attento perché altrimenti lo confondi con i rumori della strada. In genere sono i bambini che non hanno altro modo per chiamarti se non toubabù. Ma questa volta non vogliono giocare agli scherzetti e alle smorfie di rito toubabù toubabù. Ti stanno proprio chiamando e vogliono da te qualcosa. Magari una foto, perché ti hanno visto che hai con te la fotocamera, e allora ti stanno chiedendo una foto. Semplicemente una foto. Tolgono il sorriso e si mettono in posa seria e tu scatti.


Si aspetta insieme il risultato sullo schermino della digitale e poi si ride indicandosi a vicenda. Basta questo.


In strada nessuno gira con le mani in tasca, nessuno. Si cammina con le braccia lunghe ondulandole con il corpo, in sincrono magari con l’umore della giornata. Più ondeggiano, più si è cazzari oggi.

Nessuno fischietta, e questo è strano. La quantità di musica che produce questa città è impressionante. Qui in molti cantano o suonano uno strumento. C’è chi costruisce strumenti e insegna a suonarli da generazioni.


Fabbrichette di cassette si nascondono dietro il bancone del negozio di musica. Ragazzi in giro per strada ti vendono cd di Alì Farka Touré, Oumou Sangaré, Babani Koné …tutta la musica del Mali compreso zio Bob,....Marley Bob. Perfino una o due copie di Elvis o dei Beatles puoi trovare. Eppure nessuno fischietta. Un motivetto, che so? ...niente.



Sono altri rumori quelli che cogli in strada. Il rumore di forbici che sforbiciano, tclacht tclacht, sta passando il sarto. Che poi magari ti entra nel cortile e si mette seduto per ore a tagliare e cucire per conto della signora a fianco.


Il clacson che ti suona, pehh pehh, è il tassista che ti chiede se ti serve un passaggio. A volte è una voce, Ça va? Ti stanno salutando, sorridi, Ça va bien!
Oppure è un tzk! tzk!



24 febbraio 2009

Appunti distratti da Bamako #2

Yaya dice: “ Ai francesi piace parlare tanto e lavorare poco. E’ così che prendono i soldi su un lavoro che non fanno. Perché fanno dei lavori che non sono lavori. E così il lavoro che facciamo noi produce soldi che vanno a loro.”


Yaya ha lavorato in Francia per diversi anni come fisioterapista nella squadra del Bordeaux. Ora nella squadra del Bordeaux mi dicono che ci sono diversi neri. I neri in Africa si affidano volentieri alle cure di un guaritore anziché di un medico. Da questa parte dell’Africa i guaritori (anche se il termine va un po’ stretto) si chiamano marabou. Yaya è un marabou.
Yaya avrà 40 e passa anni forse anche 50, ho sempre una grande difficoltà a dare un’età approssimativa alla gente di colore. E’ un uomo dalla mascella disegnata, alto con grandi spalle e una faccia che sta tutta la, una faccia che non direbbe mai una bugia e forse per questo non mi son fatto leggere il futuro con le conchiglie. I suoi occhi incavati potrebbero incutere un po’ di timore ma Yaya non ne approfitta e ti sorride. E’ stato uno dei pochi interessati a chiedermi: “Ma come va li in Europa?”
E mentre gli rispondevo mi sorrideva tenero come uno che già sa la risposta, come a dire si lo so che state nella merda.

Il mio nome è Moryba Cissé, il mio nome africano è Moryba Cissé. E rispondo ‘mba se mi chiamano e aggiungo Mandé Mory, così faccio capire che so chi sono. Non sono uno sprovveduto.
Moryba Cissè era un marabou ed è stato anche uno dei primi a islamizzare l’Africa.
La cosa non mi piaceva all’inizio, non sono mussulmano ma nemmeno cattolico.
Poi vedendomi disegnare le persone e le cose mi hanno detto che quella era la mia magia e dovevo per forza essere un marabou se dalla carta bianca facevo venire fuori tutte quelle persone e quelle cose.
Se si escludono le insegne dei negozietti tutte disegnate a mano e qualche rara pubblicità sui cartelloni da strada, di immagini disegnate in giro ne vedi ben poche. Non so quanto centri l’Islam ne mi importa. Io sono Moryba Cissé e faccio comparire sulla carta bianca le persone e le cose, e questo mi basta. Wallai!

Yaya mi manda sempre sguardi complici, siamo marabou, e mi batte puntualmente una sigaretta. Se non me la chiede gliela offro io. Però non mi ha mai chiesto un disegno.
Suo figlio giorni dopo mi ha chiesto un disegno e io gliel’ho fatto. Prima si pisciava sotto di risate con il suo amichetto a prendersi in giro, poi come è scattata la posa, si è messo serio serio quasi funebre ed io l’ho disegnato così.


16 febbraio 2009

Appunti distratti da Bamako #1

E' una settimana e poco più che son tornato dal Mali ma ancora faccio fatica a capacitarmi di quello che ho visto, respirato, assorbito.
Ci vuole più testa e più tempo per tutto. Più tempo per raccontare, più tempo per memorizzare, più tempo per disegnare. E invece, io, ero distratto. Tutto quello che vedevo mi distraeva e non riuscivo, ne riesco ora, a costruire una memoria attendibile di quello che è stato. Se parto con i ricordi riesco ad andare solo a ruota libera saltando da una cosa all'altra rimanendo, nelle pause tra una parola e l'altra, sorpreso che quello che sto raccontando è vero, è successo.


Il mio fratello di blog TPAfrica ha scritto ogni giorno un diario, li troverete nei prossimi tempi un resoconto degno di quello che abbiamo fatto. Le intenzioni erano: si va li, si contattano musicisti, li si registra e filma e disegna e tornando gli facciamo promozione da qui.


Questo è quello che abbiamo fatto ed è quello che troverete sulle pagine di TPAfrica. Qui posso solo mettere qualche cosa scritta veloce a bordo notte, quando la fatica della giornata ti fotte e riesci a mettere in fila solo un paio di frasi. E' tutto quello che ho, e per me è prezioso.

"La gente in strada ti guarda con curiosità. Se camminando elargisci sorrisi larghi e sinceri rompi il sottile muro di timidezza e timore. Perchè non è la diffidenza che si percepisce, ma il timore.
L'idea che qualcuno abbia timore di te è disarmante, mette un po' di paura.




Sorridere è importante. Lo si fa spesso per strada, tanto che dopo un po' ti abitui al buonumore. Saluti gentilmente e sorridi. Non costa nulla e fa bene.


Poi fai tante cose stupide. Si perchè c'è come un patto, come un non detto che tu comunque sei strano prima che straniero. E allora ti sono concesse diverse cose, cose stupide da strano. Tipo giocare con i bimbi per strada, ballare come un incidentato quando intorno a te tutti si muovono con grazia elegante, comprarsi camicie tipiche o salutare smodatamente gente per strada. Sei sempre un toubab* non scordarlo.
Toubabù, toubabù, toubabù, toubabù..."




*toubab, per il Mali e il Senegal, sono i bianchi.

A suivre...

19 dicembre 2008

Auguri


Questa volta per Carta non ho disegnato la copertina ma ho scritto un articolo.
Non sono abituato a scrivere articoli e difatti mi è stato detto che era buffo e malinconico ma che andava bene. Il tema è i 10 anni di Carta.
Carta la trovate in edicola da venerdì 19 dicembre a giovedì 15 gennaio 2009 a 10 € per 100 pagine di 10 anni della nostra recente storia. Cliccate sul link per vedere le altre firme, molto più autorevoli della mia, che compaiono su questo numero.
Forse è per questo che voglio condividere con voi qui il mio scritto buffo e malinconico, perchè qui anche se c'è disordine ovunque mi sento a casa.
Buona lettura e auguri.



"In dieci anni puoi tirare su un bambino. O forse avere il tempo giusto per riflettere se tirarlo su oppure no. Troppo tempo? Il giusto direi visto quel che è succede in 10 anni.
Ma cosa è successo negli ultimi 10 anni? Bah quello che succede sempre in 10 anni, no? Una decade che normalmente serve a misurare la distanza tra una generazione e l’altra, direbbe un sociologo.
Da giovinastro non lo capivo questo concetto, era una misura da antico testamento, un botto di anni 10 anni. Si, perché da giovine 10 anni ti cambiano registro e accade tutto quello che sarà il tuo futuro poi. Ma questo non lo sapevo perché ero convinto che sarei morto giovane. “Ecco i giovani uomini, dove sono stati?” cantava Ian Curtis, ed io insieme a lui, in Decades.
Non so, penso comunque che dai 10 ai 20 anni cambia tutto, come dai 20 ai 30. Poi basta.
Dieci anni si comprimono e diventano veloci, come una puntata. Ma tu non sei un telefilm ne tantomeno una telenovela. Perché quindi sputtanarsi 10 anni in una puntata? Non lo so, accade e basta. E questo accade, credo, quando non metti paletti tipo appunto crescere un bimbo.
Oppure tirare su una rivista. Non è la stessa cosa, sia chiaro, ma i soldi e il tempo che ti rubano è più o meno simile. La differenza è che uno lo vai a prendere a scuola, l’altro a volte lo trovi in edicola.
Un bimbo a 10 anni sarà pure ingenuo ma è sicuro che già sa tutte le parolacce di questo mondo, magari non ne capisce il senso ma te le può sciorinare come un rosario al pranzo ufficiale con il tuo capo. Una rivista come Carta non nasce ingenua e ne vede e ne scrive in 10 anni di cose che, se minimamente il tuo capo è di un orientamento politico diverso, ti conviene lasciarla a casa insieme al bimbo che intanto si esercita nel rosario di cui sopra. Oppure decidi che è arrivato il momento di cambiare aria e allora al pranzo ufficiale con il tuo capo ti porti bambino e rivista e fai la tua bella figura.
Negli ultimi 10 anni ho cambiato aria più volte, non ho trovato terreno fertile dove piantare un paletto e continuo a inventarmi i giorni uno dopo l’altro non ricordandomi più da giovane uomo dove sono stato. A conti fatti non è una bella cosa e spesso penso sia dovuto alla mia incapacità cronica di adattarmi alle istanze (posso sinteticamente chiamarle così?).
Ma a guardarli bene questi cazzo di ultimi 10 anni e a guardarli bene in faccia con tutti i suoi protagonisti che non ho né scelto né voluto, con tutti i passi indietro fatti (se è vero che la democrazia ha una sua linearità), con tutte le ansie e le insicurezze procurateci (quelle di arrivare alla fine del mese), le speranze e le battaglie, le ipocrisie e le bugie, i pianti e le risa…
Insomma a guardarli bene questi anni, facendo una cronaca della memoria come quella fatta da Carta nei suoi primi 10 anni di vita, mi viene da rivendicare le mie incapacità come scelte.
E questo non mi sembra poco.
Auguri a me e auguri a Carta."

13 dicembre 2008

notizie da qui



Domani domenica si sta al Brancaleone per la campagna abbonamenti di Radio Popolare dalle 14,30 in poi. E se l'acqua lo consente DJ Set di TP Africa dalle 19,30. Accorrete. L'entrata è libera.

Clicca sull'immagine per vedere il programma completo.

27 novembre 2008

The Black President

Quello che raccontava storie di potenti corrotti, di religioni ipocrite.
Quello che è stato picchiato selvaggiamente e arrestato più volte.
Quello a cui avevano ucciso la madre.
Quello che portava la morte nella tasca dei pantaloni.
Quello che che aveva venti mogli.
Quello che parlava di un'Africa unita.
Fela Anikulapo Kuti, The Black President.



Prendi esempio Braccobaldo Obama.

download

10 novembre 2008

Mama Africa



Miriam Makeba non è più fra noi, il nostro dio è così distratto che non si cura dei suoi figli migliori.
Fai buon viaggio Mama Africa.
Ci mancherai.

04 novembre 2008

IV° Mojo Station Blues Festival



Si torna che è già novembre. Si torna in musica con il festival di Mojo Station. Una due giorni di musica. La nuova amministrazione comunale stavolta è stata clemente, anzichè eliminarci ci ha concesso pochi spicci per invitare amici musici per due giorni ostinati di puro blues. Entrata Libera. Buon divertimento.

18 settembre 2008

Notizie da qui

Roma: Fatte le prime 106 multe di cui 30 ai clienti il resto alle signorine.
É il bilancio della prima giornata dell'ordinanza antiprostituzione entrata in vigore a Roma da martedì.
Il sindaco si dice soddisfatto.



Pare che il primo signore, un venticinquenne, a beccarsi la multa abbia commentato che non voterà più Alemanno.

04 settembre 2008

Eccoci di nuovo

Lunedì 8 settembre sarò a Sarzana per la presentazione del libro "Rudolf Jacobs un ricordo indelebile".
Di mio ci sono la copertina, varie illustrazioni interne e il corso di fumetti fatto per arrivare a questo libro. Si perchè tutto è nato da un corso di fumetti ideato e sognato da Daniele Pignatelli della Comic House e da Denise Murgia dell'Anpi di Sarzana, e poi dalle ragazze che hanno seguito e infine disegnato la storia (forza ragazze!!) e dai racconti dei partigiani della zona (forza ragazzi!!).

Ci abbiamo messo del tempo, circa due anni, di corso e di treno scomodo e costoso Roma/Sarzana Sarzana/Roma, di racconti di chiacchiere e controchiacchiere, di quintali di mail, di governi caduti e poi rialzati e poi ancora caduti, di vecchie e nuove storie, di paure e di gioie, di amicizia e affetto, di resistenza.
E comunque alla fine ce l'abbiamo fatta.



Il libro ha visto la luce, grazie anche all'insostituibile Alessandro alla grafica, alla fine di luglio e solo in agosto ha venduto 145(!) copie grazie all'insostituibile Daniele e Valentina.

Il libro è sulla figura emblematica di Rudolf Jacobs, ufficiale tedesco passato nelle fila dei partigiani.
Non voglio dire altro che tanto c'è il libro che, oltre alla storia a fumetti, contiene molto altro. Stralci di interviste ai partigiani e un'appendice storica, veri e propri documenti di memoria.

Che dire? Se passate da quelle parti venite a trovarci alle 18 dell'8 settembre in Piazza Luni, Sarzana.

In ultimo un grazie a Alice, Cristina e Nicole, le vere autrici del libro, e un grande grazie a Paolino "Andrea" Ranieri e a Luigi Fiori "Fra Diavolo" che mi hanno fatto capire come rimanere per sempre giovani.
Eccoci di nuovo, Boyz!


                                           Paolino "Andrea" Ranieri

                                           Luigi Fiori "Fra Diavolo"

08 agosto 2008

Un Saluto

E si eh, eccoci ai saluti. Qualche giorno ancora e poi parto vacanziero. Volevo omaggiarmi/vi con un prezioso ricordo, almeno per me. Le copertine fatte quest'anno per il settimanale Carta.
Non sono proprio proprio tutte, quelle che mancano non mi piacevano ma tant'è.
Messe così tutte in fila mi ricordano gli album di figurine di quando eravamo piccoli e mi aumentano la voglia di collezione.
L'ordine è cronologico dalla più recente alla più antica.
E si parte così da quella faccia di merda del nostro presidente del consiglio in poi.
(Scusate il francesismo di cui sopra: la merda non ne ha colpa. Lui si.)
Che dire? L'inverno è passato e così anche la primavera veloci come non mai mi hanno lasciato all'estate feroce e disattesa, ogni volta e dico ogni volta mi coglie impreparato con mille cose da fare ancora. Ma ormai è andata.
Statemi bene e
a dopo.