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27 luglio 2011

Chi ha paura dell'Uomo Nero?


Tempo fa, ormai più di due anni fa, mi contatta una associazione chiedendomi se mi interessa partecipare ad un loro progetto rivolto alle scuole primarie sul tema dell’immigrazione.
Il progetto nelle loro intenzioni era di produrre un libro a fumetti di cento e passa pagine che parlasse dell’immigrazione “ma di quella buona, perché mica tutti delinquono” dice la voce nella cornetta del telefono. Ok, rispondo, ma datemi un giorno due per riflettere sulla proposta. Rifletto e penso che gettarmi sulla produzione di un libro a fumetti di cento e passa pagine è impresa lunga e faticosa, specie per chi legge e specie quando il lettore è delle scuole primarie. E allora che fare? Perché non portare nelle classi direttamente quella cultura che si vuole esclusa a priori dalle leggi vigenti? Perché non portare nelle classi direttamente la voce e la musica di quella cultura? Ma come fare per avere una partecipazione attiva da parte dei bambini e non cadere nella retorica del tipo io racconto e tu ascolti? Bene, l’idea era arrivata. Mi metto sotto e stilo un progetto completamente diverso.
Intanto strutturare il tutto come un corso, un corso diviso in due parti. Nella prima parte si parlerà della cultura africana, e nello specifico della cultura mandinga, con l’aiuto di due griot entreremo nel mondo fatto di storie magiche, di proverbi strani e di strumenti musicali ancora più strani. Nella seconda parte i bambini verranno introdotti nel fantastico mondo del fumetto e con le tecniche acquisite illustreranno le storie che hanno ascoltato. Per un totale di 12 incontri (6+6). L’intro del progetto chiudeva così: “Il corso mira a suscitare la conoscenza e l’interesse per le culture altre e contemporaneamente ad avvicinare i bambini ad una tecnica specifica di narrazione a loro più vicina come quella del linguaggio del fumetto.” Titolo del corso: ‘Chi ha paura dell’Uomo Nero’. Soddisfatto mando per mail il progetto.

Il tempo passa, la Provincia accetta la proposta e dopo poco più di un anno la stessa voce dietro alla cornetta del telefono mi comunica che a febbraio 2011 si parte. Bene, rispondo e deglutendo penso al da farsi.
Chiamo Sekou e Madya gli espongo la cosa e gli dico se nel frattempo ci vediamo per parlare di quest’idea. Tra grandi bevute di the e in un crescendo di idee ci ritroviamo pronti.


Primo giorno, presentazione con i bambini. Dopo le presentazioni di rito e

09 novembre 2010

SI TORNA QUI

"Secondo il motore di ricerca Technorati, su internet esistono più di cento milioni di blog. Questo farebbe pensare che l’autoespressione stia andando forte in tutto il mondo. Invece no: il 94 per cento dei blog non viene aggiornato da almeno quattro mesi. In sintonia con gli indicatori astrali del momento, Scorpione, mi aspetto che tu faccia qualcosa per risolvere questo problema. La prossima settimana aggiorna il tuo blog. Se non ce l’hai ancora, considera la possibilità di aprirne uno. Ma non fermarti lì. Usa tutti i metodi che riesci a immaginare per dimostrare al mondo chi sei. Esprimiti con chiarezza e rivela tutto quello che puoi."

Così esordisce l'oroscopo di Internazionale di questa settimana e messo così non posso certo esimermi. E allora si torna.
E' passato poco più di un anno da che non tornavo qui e non credo che la mia assenza si sia fatta sentire.
Nel frattempo molte le cose successe e molte le cose fatte. Ma almeno un paio stanno accadendo adesso e allora colgo l'occasione per segnalarle anche da qui.
Giovedì 11 novembre per la serata di BE POP, la serata di Radio Popolare Roma al Brancaleone, ben due occasioni per incontrare il fumetto da vicino.

15 luglio 2009

Seun Anikulapo Kuti a Roma

Ebbene si, il concerto c'è stato e ci siamo andati con tutta la famiglia allargata di TP Africa. Il concerto è stato all'altezza delle aspettative. Una macchina musicale di 15 elementi per la quale era impossibile rimanere fermi. Entusiasmo e voglia di comunicare giocando credo che bastino per rendere grande la serata. Altro è difficile da sintetizzare. Dispiace solo per chi non c'era. L'entusiasmo e la voglia di sorridere si è trasportata anche dietro le quinte dopo il concerto e le pacche sulle spalle si sono sprecate. Di seguito un po' di immaginette della serata tanto per rendere l'idea.






In ultimo le due tavole che trovate sul Mucchio di questo mese, il mio bigliettone da visita per Seun.