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12 aprile 2013

Come un continuo crescendo

Ebbene si, è passato un anno e anche più ma alla fine ce l'abbiamo fatta Bimba col pugno chiuso è diventata una realtà! E questo grazie a Luca Mandrile, Claudio Di Mambro e Umberto Migliaccio i tre Todomodo ma anche grazie a Salvo Santonocito e Adriano Mestichella che hanno curato le animazioni. E' una delle poche volte che mi son trovato a lavorare in gruppo e mi son trovato benissimo. Come quando da un lavoro nasce anche un'amicizia. Impagabile! Un grazie immenso anche a chi ha curato le musiche Amy Denio, Roberto Fega, Ludovica Valori, Roberta Montisci, Paolo Camerini e Bianca Giovannini.

Il 13 di Aprile ci sarà l'anteprima a Roma al Nuovo Cinema Aquila e allora si sapremo se il nostro lavoro sarà apprezzato dal gentile pubblico.


Altre proiezioni seguiranno e appena possibile metteremo un calendario qui.

Lungo il corso di quest'anno ne sono successe di cose. Intanto sono diventato babbo (in tutti i sensi) di un bellissimo bimbo di nome Pietro. Spesso si addormenta col pugno chiuso. Chissà, avrà già capito cosa l'aspetta e intanto si prepara.


Quando lo abbiamo portato alla festa dei 101 anni di Giovanna ha fatto il pazzo. Sorrideva a tutti e urlava di gioia. Qualcuno ci ha detto che non aveva mai visto un bimbo così piccolo fare tanto casino. Nemmeno noi l'avevamo mai visto così. E' stato uno spasso ed io e la mamma ne siamo orgogliosi.


E' strano trovarsi babbo, decisamente strano. Come se fosse giunta da chissà quale via un'occasione per crescere ancora. Meglio. Come un continuo crescendo.

27 luglio 2011

Chi ha paura dell'Uomo Nero?


Tempo fa, ormai più di due anni fa, mi contatta una associazione chiedendomi se mi interessa partecipare ad un loro progetto rivolto alle scuole primarie sul tema dell’immigrazione.
Il progetto nelle loro intenzioni era di produrre un libro a fumetti di cento e passa pagine che parlasse dell’immigrazione “ma di quella buona, perché mica tutti delinquono” dice la voce nella cornetta del telefono. Ok, rispondo, ma datemi un giorno due per riflettere sulla proposta. Rifletto e penso che gettarmi sulla produzione di un libro a fumetti di cento e passa pagine è impresa lunga e faticosa, specie per chi legge e specie quando il lettore è delle scuole primarie. E allora che fare? Perché non portare nelle classi direttamente quella cultura che si vuole esclusa a priori dalle leggi vigenti? Perché non portare nelle classi direttamente la voce e la musica di quella cultura? Ma come fare per avere una partecipazione attiva da parte dei bambini e non cadere nella retorica del tipo io racconto e tu ascolti? Bene, l’idea era arrivata. Mi metto sotto e stilo un progetto completamente diverso.
Intanto strutturare il tutto come un corso, un corso diviso in due parti. Nella prima parte si parlerà della cultura africana, e nello specifico della cultura mandinga, con l’aiuto di due griot entreremo nel mondo fatto di storie magiche, di proverbi strani e di strumenti musicali ancora più strani. Nella seconda parte i bambini verranno introdotti nel fantastico mondo del fumetto e con le tecniche acquisite illustreranno le storie che hanno ascoltato. Per un totale di 12 incontri (6+6). L’intro del progetto chiudeva così: “Il corso mira a suscitare la conoscenza e l’interesse per le culture altre e contemporaneamente ad avvicinare i bambini ad una tecnica specifica di narrazione a loro più vicina come quella del linguaggio del fumetto.” Titolo del corso: ‘Chi ha paura dell’Uomo Nero’. Soddisfatto mando per mail il progetto.

Il tempo passa, la Provincia accetta la proposta e dopo poco più di un anno la stessa voce dietro alla cornetta del telefono mi comunica che a febbraio 2011 si parte. Bene, rispondo e deglutendo penso al da farsi.
Chiamo Sekou e Madya gli espongo la cosa e gli dico se nel frattempo ci vediamo per parlare di quest’idea. Tra grandi bevute di the e in un crescendo di idee ci ritroviamo pronti.


Primo giorno, presentazione con i bambini. Dopo le presentazioni di rito e

04 settembre 2008

Eccoci di nuovo

Lunedì 8 settembre sarò a Sarzana per la presentazione del libro "Rudolf Jacobs un ricordo indelebile".
Di mio ci sono la copertina, varie illustrazioni interne e il corso di fumetti fatto per arrivare a questo libro. Si perchè tutto è nato da un corso di fumetti ideato e sognato da Daniele Pignatelli della Comic House e da Denise Murgia dell'Anpi di Sarzana, e poi dalle ragazze che hanno seguito e infine disegnato la storia (forza ragazze!!) e dai racconti dei partigiani della zona (forza ragazzi!!).

Ci abbiamo messo del tempo, circa due anni, di corso e di treno scomodo e costoso Roma/Sarzana Sarzana/Roma, di racconti di chiacchiere e controchiacchiere, di quintali di mail, di governi caduti e poi rialzati e poi ancora caduti, di vecchie e nuove storie, di paure e di gioie, di amicizia e affetto, di resistenza.
E comunque alla fine ce l'abbiamo fatta.



Il libro ha visto la luce, grazie anche all'insostituibile Alessandro alla grafica, alla fine di luglio e solo in agosto ha venduto 145(!) copie grazie all'insostituibile Daniele e Valentina.

Il libro è sulla figura emblematica di Rudolf Jacobs, ufficiale tedesco passato nelle fila dei partigiani.
Non voglio dire altro che tanto c'è il libro che, oltre alla storia a fumetti, contiene molto altro. Stralci di interviste ai partigiani e un'appendice storica, veri e propri documenti di memoria.

Che dire? Se passate da quelle parti venite a trovarci alle 18 dell'8 settembre in Piazza Luni, Sarzana.

In ultimo un grazie a Alice, Cristina e Nicole, le vere autrici del libro, e un grande grazie a Paolino "Andrea" Ranieri e a Luigi Fiori "Fra Diavolo" che mi hanno fatto capire come rimanere per sempre giovani.
Eccoci di nuovo, Boyz!


                                           Paolino "Andrea" Ranieri

                                           Luigi Fiori "Fra Diavolo"