16 febbraio 2009

Appunti distratti da Bamako #1

E' una settimana e poco più che son tornato dal Mali ma ancora faccio fatica a capacitarmi di quello che ho visto, respirato, assorbito.
Ci vuole più testa e più tempo per tutto. Più tempo per raccontare, più tempo per memorizzare, più tempo per disegnare. E invece, io, ero distratto. Tutto quello che vedevo mi distraeva e non riuscivo, ne riesco ora, a costruire una memoria attendibile di quello che è stato. Se parto con i ricordi riesco ad andare solo a ruota libera saltando da una cosa all'altra rimanendo, nelle pause tra una parola e l'altra, sorpreso che quello che sto raccontando è vero, è successo.


Il mio fratello di blog TPAfrica ha scritto ogni giorno un diario, li troverete nei prossimi tempi un resoconto degno di quello che abbiamo fatto. Le intenzioni erano: si va li, si contattano musicisti, li si registra e filma e disegna e tornando gli facciamo promozione da qui.


Questo è quello che abbiamo fatto ed è quello che troverete sulle pagine di TPAfrica. Qui posso solo mettere qualche cosa scritta veloce a bordo notte, quando la fatica della giornata ti fotte e riesci a mettere in fila solo un paio di frasi. E' tutto quello che ho, e per me è prezioso.

"La gente in strada ti guarda con curiosità. Se camminando elargisci sorrisi larghi e sinceri rompi il sottile muro di timidezza e timore. Perchè non è la diffidenza che si percepisce, ma il timore.
L'idea che qualcuno abbia timore di te è disarmante, mette un po' di paura.




Sorridere è importante. Lo si fa spesso per strada, tanto che dopo un po' ti abitui al buonumore. Saluti gentilmente e sorridi. Non costa nulla e fa bene.


Poi fai tante cose stupide. Si perchè c'è come un patto, come un non detto che tu comunque sei strano prima che straniero. E allora ti sono concesse diverse cose, cose stupide da strano. Tipo giocare con i bimbi per strada, ballare come un incidentato quando intorno a te tutti si muovono con grazia elegante, comprarsi camicie tipiche o salutare smodatamente gente per strada. Sei sempre un toubab* non scordarlo.
Toubabù, toubabù, toubabù, toubabù..."




*toubab, per il Mali e il Senegal, sono i bianchi.

A suivre...

8 commenti:

Roberto ha detto...

eccoti.

dici che fai fatica, che prendi pause ma io vedo immagini,
sento i suoni, vivo le tue emozioni.

EVVAIIII!!!

le intenzioni sono buonissime e tra quel pò che ho visto da GM e i disegni dei tuoi racconti, che valgono molto più di mille descrizioni, saranno buoni anche i frutti.

dici bene,
Sorridere è importante, forse quanto sognare.

non sai quante volte mi sono sentito toubabù tra la mia stessa gente.

Toubabù, toubabù, toubabù, toubabù...

la mia gente...

se non mi sorride, non mi accoglie, non danza con me, non divide cone me, che senso ha chiamarla la mia gente?

e c'è ancora chi pensa sia importante il colore....

GM ha detto...

ritornando alla sua infanzia, una mia amica nigeriana mi ha rivelato che quel timore dei bambini verso i toubabù è paura di essere portati via ...

Chissà perché, ma invece di considerarla una paura sciocca a me ha caricato sulle spalle il peso di un passato di cui non sono responsabile, ma in qualche modo mi sento di dovermi far carico.

borguez ha detto...

puoi chiamarla incapacità a ricordare, raccontare o memorizzare, ma è pur sempre una forma di eloquenza per chi, come me, vorrebbe ma ancora deve vedere quei sorrisi.
e per questo ti ringrazio.
e attendo altre nuove, se vorrai.

borguez

p.s. così bello e pulsante il disegno stilizzato sul muro. con i vocaboli relativi alle parti del volto. grazie.

ReeBee ha detto...

Roberto:
grazie per le tue parole verissime quando dici "non sai quante volte mi sono sentito toubabù tra la mia stessa gente"....appunto, appunto. Grazie.

GM:
grazie anche a te per la nota sul timore...e comunque la prossima si che me ne porto via un paio, anzi no mi porto io da loro...

Borguez:
Mi hai convinto... altre puntate arriveranno
solo il tempo di scavare tra i ricordi..

emo ha detto...

felicissimo di sentirti così.
bello davvero!

ReeBee ha detto...

Felice di sentire te
ciao Emo

amelia ha detto...

sei uno sherpa di emozioni. e non solo.

l'ho già detto da jazz, ma lo ripeto: onorata.
e non solo per i disegni, ma per il racconto buono come il pane che ho trovato qui.

amelia

ReeBee ha detto...

grazie Amelia
essere buono come il pane esalta il mio ego da briciola a fetta...
no, grazie veramente