22 maggio 2008

E anche questo è un inizio



Ecco la partecipazione democratica che ci è consentita: vuoi protestare contro qualcuno o qualcosa? Ok. Da 1 a 5 anni di reclusione, se si è promotori di disordine. Perchè se protesti per la tua salute, come sarà per le discariche a Napoli, per la TAV in Val di Susa, per la base nato di Vicenza sei un promotore di disordine e vai punito.
Questa è la partecipazione democratica: garantendo la legalità parte la repressione.
Un Buon Governo ha bisogno di un buon inizio. E anche questo è un inizio.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

mi sembra che vale sempre l'espressione: Noi della casa delle libertà, facciamo sempre un po' come cazzo ci pare. ma il fatto grave lo sappiamo tutti qual'è: la sinistra o ormai quello che resta non fa nulla e il PD (che suona molto acronimo di un bestemmione) è a dir poco vergognoso. a veltrò mavaff

alessio ha detto...

berlusconi difende la legalità differenziata: se minacci una discarica o un inceneritore rischi da 1 a 5 anni, se invece minacci un SITO NUCLEARE DI INTERESSE STRATEGICO DIFESO E CONTROLLATO DALL'ESERCITO... allora va be'... è meno pericoloso... rischi da 3 mesi a un anno.

jazzfromitaly ha detto...

sicuramente,
la repressione sarà uno dei leitmotiv di questi prossimi anni, nei quali l'unico sviluppo concesso è quello del profitto di pochi a discapito della dignità di tanti.
Per il resto l'informazione è repressa da sempre, la cultura intesa come sapere nella cultura di massa è divenuta solo una voce nel palinsesto, tra l'altro poco interessante perchè quasi mai fa rima con audience, la memoria è passato in naftalina da cancellare. Tutti i problemi saranno risolti con la forza, economica, politica e fisica.

Come ci rappresenta questo paese agli occhi del mondo?
Cosa fotte al piccolo mondo italiano se Napoli è morente?
Cosa fotte a questi della ricchezza, non solo economica, della diversità?
Cosa vedono nelle minoranze se non piccoli greggi da sfruttare e stì cazzi se qualcuno muore, questo è il prezzo da pagare...

Il governo parla chiaro,
molti comuni già lo fanno
(Lega Docet) ed anche a Roma sono tutti d'accordo.
Hai sentito del raid razzista di ieri al pigneto? calci, sbranghe e sputi al grido de l'Italia agli italiani.

Ma era ovvio,
il declino era iniziato,
ma la mia domanda è un'altra:
cosa possiamo fare?
noi stiamo ore, giorni, anni ad interrogarci sul perchè e sul percome.
Cosa cazzo possiamo fare?

L'altra sera, al concerto di Toumani, Lui diceva che i suoi antenati hanno combattuto il colonialismo con la kora, con la musica hanno fatto la resistenza.

Quali sono i nostri strumenti?

ReeBee ha detto...

I nostri strumenti sono la parola, esserci e testimoniare con ogni mezzo e diffondere con ogni mezzo. Che la stampa tende a denigrare, a non mostrare ed a isolare il fenomeno come irresponsabilità popolare. Se vedi i commenti su youtube per i fatti di Chiaiano trovi dei cerebrolesi che continuano a dire che tutto questo i napoletani se lo meritano. E' agghiacciante ed è anche questo che va combattuto.

E poi la difesa. A Chiaiano dicono che non gli importa della galera perchè quello che rischiano è la vita. Ormai siamo forti perchè non abbiamo più nulla da perdere.

sascha ha detto...

la gente chi commenta sul youtube e' la gente piu' brutto e meno sottile di tutto l'internet!

anch'io mi chiedo cose sono i nostri strumenti. qui si ha scritto dieci milioni di libri su di bush ma in fine nessuno li ha letto (o chi l'ha letto non sapeva poi cosa fare)

ci sto ancora pensando